MODELLI F24 “A RISCHIO”: IL FISCO “BLOCCA” LE COMPENSAZIONI

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04/09/2018
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L’Agenzia delle entrate potrà sospendere le compensazioni dei crediti fiscali “a rischio”. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, sono stati definiti i criteri che determinano la sospensione delle compensazioni, già prevista nella legge di Bilancio 2018. Il Fisco effettuerà, successivamente, le relative verifiche e, qualora il rischio si palesi infondato, la compensazione effettuata dal contribuente con il modello F24 sarà “sbloccata”.

La possibilità di sospensione troverà applicazione con decorrenza dal 29 ottobre 2018.

La selezione dei modelli che potranno essere eventualmente sospesi, a causa dei profili di

rischio, sarà effettuata avendo riguardo al tipo di debiti pagati; alla tipologia di crediti compensati e alla coerenza dei dati indicati nel modello F24. Inoltre, il profilo di rischio sarà valutato considerando anche la presenza di debiti iscritti a ruolo; i dati presenti nell’anagrafe tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, analoghe compensazioni fatte in precedenza dal medesimo soggetto.

Il soggetto che ha inviato il modello F24 recante la compensazione, utilizzando gli appositi servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, avrà la comunicazione dell’eventuale sospensione con apposita ricevuta. La stessa ricevuta indicherà anche la data della fine della sospensione che non potrà superare 30 giorni rispetto alla data di invio del modello F24. Durante il periodo di sospensione non sarà effettuato alcun addebito sul conto corrente del saldo eventualmente a debito risultante dal modello F24 (ipotesi di compensazione parziale). Nel periodo di sospensione il contribuente può eventualmente chiedere l’annullamento del modello F24 inviato per il tramite dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Nell’ipotesi di scarto del modello F24 l’Agenzia delle entrate comunicherà l’esito negativo con apposita ricevuta indicando altresì la relativa motivazione. La ricevuta sarà inviata al soggetto che ha inviato telematicamente il modello. Le compensazioni effettuate con i modelli successivamente scartati si considerano non eseguite e quindi i relativi versamenti dei tributi a debito si considerano omessi. In tale ipotesi, laddove fosse stata superata la scadenza di legge, il contribuente non avrà altro rimedio se non quello del ravvedimento operoso.

Nell’ipotesi di compensazione parziale l’Agenzia delle entrate ha chiarito, nel corso del Telefisco 2018, che lo scarto del modello non consente neppure di considerare valido il versamento della parte eccedente il credito. Ciò in quanto il versamento dell’eccedenza del credito risulta sospeso nel periodo di 30 giorni e quindi non risulterà alcun addebito sul conto corrente del contribuente. L’unica soluzione è separare il debito rispetto all’importo eccedente da versare.

Se, dopo la sospensione, il modello recante la compensazione viene accettato, l’operazione si considera eseguita, e quindi il pagamento effettuato, in corrispondenza della data del file telematico inviato. In tal caso l’Agenzia delle entrate invia apposita ricevuta circa l’avvenuto perfezionamento della procedura di compensazione.