Credito, accordo Abi-imprese sulla moratoria alle Pmi.

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25/11/2018
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C’è stata la firma dell’accordo per il credito tra l’Abi e le organizzazioni imprenditoriali, Confindustria, Alleanza delle cooperative, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Rete Imprese Italia, per dare più liquidità alle imprese, con la possibilità per le pmi di sospendere e allungare i finanziamenti a medio e lungo termine anche per il 2019 e il 2020.

Nell’intesa firmata il 15 Novembre 2018 c’è, quindi, una ulteriore spinta alla collaborazione tra il mondo imprenditoriale e quello bancario: entro il primo trimestre del 2019 dovrà essere messo a punto un documento sulle misure condivise per sostenere lo sviluppo del finanziamento alle imprese, in particolare pmi. I temi prioritari dovranno essere il Fondo di garanzia e l’operatività delle garanzie Ismea (credito agrario); lo sviluppo di garanzie private; l’ottimizzazione dei fondi europei; le iniziative per migliorare l’accesso al credito; il riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese e il livello di patrimonializzazione.

Il nuovo accordo per il credito 2019 entrerà in vigore il primo gennaio del prossimo anno. Nel frattempo le banche continueranno le operazioni di sospensione e allungamento dei finanziamenti secondo le regole dell’Accordo per il credito 2015.

In particolare il nuovo protocollo, le cui misure sono state denominate “Imprese in ripresa 2.0”, prevede che si possa chiedere per un anno la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti. Il tasso di interesse può essere aumentato, rispetto a quello originario, solo in ragione di eventuali maggiori costi sostenuti dalla banca per realizzare l’operazione e comunque non oltre i 60 basic point. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio e lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing (in questo caso la sospensione riguarda la quota capitale implicita nei canoni di leasing). Sono ammessi anche i finanziamenti già sospesi e allungati a condizione che ciò non sia avvenuto nei 24 mesi precedenti. Le banche si impegnano a rispondere entro 30 giorni. Nel caso dell’allungamento è previsto che l’estensione del finanziamento possa arrivare al 100% della durata residua dell’ammortamento. È specificato che si deve concedere una riduzione della rata di ammortamento apprezzabile rispetto a quella originaria. Per la dimensione delle imprese si è presa a riferimento la definizione Ue: sono pmi quelle con meno di 250 dipendenti e fatturato inferiore ai 50 milioni, ferma restando la discrezionalità delle banche.