Società: agevolate le assegnazioni/cessioni a soci

Il disegno di legge di stabilità 2016 ripropone una misura da tempo attesa dalle società. Viene, infatti, riproposta la disciplina speciale di assegnazione o di cessione agevolata di beni ai soci o di trasformazione agevolata in società semplice, che permetterà di estromettere i beni dal regime di impresa e di evitare, quindi, le suddette penalizzazioni, beneficiando di un regime impositivo di favore rispetto a quello ordinario sia per quanto riguarda le imposte sui redditi che per quanto riguarda le imposte di registro, ipotecaria e catastale.

Possono assegnare in modo agevolato le società che intendano attribuire beni ai propri soci beneficiando della tassazione ridotta. La nuova norma contiene, ad ogni modo, alcuni limiti: è, infatti, previsto che l’assegnazione o la cessione agevolata riguardi solo i beni immobili (tranne quelli strumentali per destinazione) e i beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati quali beni strumentali nell’esercizio dell’impresa; i soci, per contro, devono risultare tali alla data del 30 settembre 2015. La trasformazione in società semplice è ammessa solo se la società ha per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni “agevolabili”.

Il principale beneficio della nuova agevolazione sta nel calcolo della plusvalenza, che consente di determinare il valore normale (da confrontare con il costo fiscalmente riconosciuto) non utilizzando il prezzo di mercato, ma il valore catastale, previsto dall’articolo 52, comma 4, primo periodo, Dpr n. 131/1986, spesso inferiore non solo rispetto al prezzo di mercato e anche rispetto al costo fiscalmente riconosciuto, generando, così, una minusvalenza. Il valore catastale, però, non può essere utilizzato per le cessioni degli immobili ai soci, dove il loro valore normale è pari al maggiore tra l’effettivo corrispettivo della cessione e il minor valore tra quello di mercato e quello catastale, con la conseguenza che la plusvalenza è simile a quella che si sarebbe calcolata con una cessione non agevolata.

Sulla plusvalenza derivante dalla cessione ai soci degli immobili e dei beni mobili registrati ovvero su quella latente che emerge dalla loro assegnazione ai soci o dalla trasformazione in società semplice, al posto delle consuete imposte sui redditi (Ires e Irpef) e dell’Irap (applicabile sulle plusvalenze di beni immobilizzati da parte delle società di capitali e per tutte le cessioni di immobili merci), la norma agevolativa prevede il pagamento con l’F24 di un’imposta sostitutiva dell’8% (10,5% per le società non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti). Essa si calcola sulla differenza tra il valore normale dei beni e il loro costo fiscalmente riconosciuto. Il 60% dell’imposta va pagata entro il 30 novembre 2016 e la restante parte entro il 16 giugno 2017, senza l’applicazione degli interessi.

Sempre sotto il profilo delle imposte sui redditi, una misura agevolativa di grande rilievo è rappresentata dal fatto che, per i soci assegnatari, non si applica l’art. 47 del TUIR (il valore normale del bene assegnato, in altre parole, non rappresenta un utile in natura); è comunque previsto che tale valore normale riduca il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione detenuta dal socio (la società, va ricordato, rimane in vita, per cui all’atto del successivo scioglimento un minor costo fiscale determina potenzialmente una maggiore tassazione; ciò non dovrebbe comunque avere conseguenze particolarmente negative nel caso di immobiliari pure che, una volta spogliate degli immobili attribuiti ai soci, rimarrebbero poco più che scatole vuote da liquidare senza particolari oneri).

Rispetto alle precedenti versioni, però, quella prevista dalla legge di Stabilità 2016 non consente di evitare l’eventuale applicazione dell’Iva dovuta, pagando una maggiorazione dell’imposta sostitutiva pari al 30% dell’Iva applicabile al valore normale dei beni, con l’aliquota propria dei medesimi.

L’eventuale Iva sull’assegnazione o sulla cessione degli immobili o dei beni mobili registrati, infatti, deve essere applicata nei modi ordinari e con i consueti adempimenti di fatturazione e registrazione senza i benefici di precedenti edizioni dell’operazione.  Saranno assoggettate a Iva, quindi, ad esempio, le assegnazioni e le cessioni ai soci di abitazioni o di immobili strumentali per natura (o le trasformazioni in società semplici con questi immobili), se l’operazione avviene entro 5 anni dalla fine dei lavori, da parte delle società che li hanno costruiti o li hanno ristrutturati. Applicando le disposizioni disciplinate all’articolo 10, punti 8 bis e 8 ter, del Dpr 633/72, le assegnazioni di beni immobili diversi da quelli “merce” (patrimonio e strumentali per natura) saranno prevalentemente esenti da Iva. Se invece il fabbricato è entrato nella sfera della società con Iva detratta, l’estromissione o l’assegnazione entra nel campo di applicazione dell’Iva. In base all’articolo 10, punti 8 bis e 8 ter, del decreto Iva, l’assoggettamento a Iva è obbligatorio solo se l’operazione è effettuata dall’impresa costruttrice entro cinque anni dall’ultimazione. Ciò non si verifica per i fabbricati abitativi patrimonio per i quali l’Iva è indetraibile ai sensi dell’articolo 19 bis 1 lettera i) del decreto Iva. Ne consegue che generalmente tali immobili vengono estromessi in esclusione da Iva e se assegnati ai soci sono soggetti a imposta di registro proporzionale ridotta al 50%. Invece i fabbricati costruiti per la vendita sono estromessi in regime di Iva obbligatoriamente entro il quinquennio dall’ultimazione, oppure in esenzione dopo tale termine salva la facoltà di opzione per l’Iva. Per i fabbricati strumentali per natura, acquisiti in regime di Iva, a parte l’ipotesi che vengano estromessi da una società che li ha costruiti nel quinquennio e quindi siano assoggettati a Iva nei modi ordinari, qualora la società che procede all’assegnazione dei fabbricati ovvero alla trasformazione in società semplice non sia l’impresa costruttrice oppure lo sia ma l’operazione avviene dopo il quinquennio, l’estromissione del fabbricato dalla sfera dell’impresa è esente da Iva ai sensi del citato punto 8 ter dell’articolo 10 e non genera nemmeno il pro rata trattandosi di bene strumentale.

Per quanto riguarda le imposte indirette, è prevista la riduzione alla metà dell’imposta di registro eventualmente dovuta per l’assegnazione, nonché l’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.

Il termine per gli atti di assegnazione o cessione agevolata, o per la trasformazione in società semplice, è fissato al 30 settembre 2016.