Condoni 2019

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10/03/2019
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La “PACE FISCALE”, varata nell’autunno scorso, prevede diverse possibilità di definizioni agevolate. Il corpo centrale resta la rottamazione delle cartelle esattoriali ed il tratto fondamentale di quasi tutte è lo sconto di sanzioni ed interessi con episodi di generosità maggiore per alcune definizioni, quali la cancellazione in toto delle micro-cartelle fino a 1000€ ed il saldo e stralcio con aliquote a misura di ISEE. In sintesi le diverse sanatorie.

LA ROTTAMAZIONE

La terza edizione della rottamazione mutua gran parte delle regole già viste, ma con un sensibile allungamento dei tempi di pagamento che raggiungono oggi cinque anni, dal 2019 al 2023 e l’inclusione degli affidamenti dell’ultimo trimestre 2017. 

La domanda deve essere presentata entro il 30 Aprile, su apposito modulo DA – 2018. Entro il 30 Giugno l’Ader comunica al debitore l’importo dovuto. Riguarda gli affidamenti, fino al 31.12.2017, relativi a tutte le entrate escluso il recupero di aiuti di stato e le sanzioni diverse da quelle tributarie e contributive. I vantaggi sono rappresentati dall’azzeramento di sanzioni ed interessi di mora. Non è possibile dedurre dall’importo dovuto per la definizione, le somme versate a titolo di sanzioni, interessi di mora e interessi di dilazione. Il pagamento può avvenire in massimo 18 rate di cui le prime 2, pari al 10% ciascuna, in scadenza a Luglio e Novembre 2018 e le altre 16 in 4 rate annuali scadenti dal 2020 al 2023. E’ prevista una tolleranza massima di 5 giorni di ritardo nel versamento di ciascuna rata.

I PVC

L’articolo 1 del DL 119/2018 prevede la possibilità di definire con il solo pagamento delle maggiori imposte senza sanzioni ed interessi, il contenuto integrale dei PVC consegnati entro il 24 Ottobre 2018, a condizione che non sia stato ricevuto un invito al contraddittorio o un avviso di accertamento. La definizione deve riguardare tutte le violazioni contenute nel PVC, riferite ad un singolo periodo di imposta. Per avvalersi della definizione, occorre presentare una dichiarazione correttiva entro il 31 maggio 2019 e pagare le imposte autoliquidate in unica soluzione o prima rata entro il 31 maggio. E’ possibile rateizzare in 20 rate trimestrali di pari importo. E’ esclusa la compensazione.

GLI ACCERTAMENTI

L’articolo 2 del DL 119/2018 prevede la possibilità di definire gli atti del procedimento di accertamento notificati entro il 24 Ottobre 2018 non impugnati ed impugnabili alla stessa data. La definizione si perfeziona con il pagamento, anche qui senza possibilità di compensazioni, delle somme dovute (senza sanzioni ed interessi) in unica soluzione o della prima rata (di 20 trimestrali) entro i termini fissati. 

LE LITI PENDENTI

L’articolo 6 del DL 119/2018 consente di definire le controversie tributarie pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione. Non rientrano nella definizione gli atti di riscossione relativi a quanto indicato dal contribuente o dal sostituto nella dichiarazione e non versato, mentre rientrano certamente gli atti impositivi che presuppongono la rettifica della dichiarazione. E’ necessario che il giudizio pendente sia contro l’Agenzia delle Entrate (anche se non unica parte processuale), con conseguente esclusione delle liti in cui la controparte è costituita solo da altri soggetti, quali l’Agente della riscossione o il Comune. Sono escluse le controversie concernenti anche solo in parte le risorse proprie tradizionali dell’UE e l’Iva riscossa all’importazione. Risultano, altresì, escluse le liti instaurate aventi ad oggetto contributi previdenziali ed assistenziali, oppure violazioni al codice della strada. Gli Enti territoriali potranno stabilire entro il 31 Marzo 2019, l’eventuale possibilità di definire le controversie che li riguardano e che rientrano nella giurisdizione tributaria.

Possono essere definite tutte le controversie per le quali:

  • i ricorso sono stati notificati entro il 24 Ottobre 2018 all’Agenzia delle Entrate;
  • alla data di presentazione della domanda di definizione il processo non sia concluso con pronuncia passata in giudicato.

La definizione di perfeziona con la presentazione della domanda (una per ogni controversia da definire) ed il pagamento di quanto dovuto o della prima rata entro il 31 Maggio 2019. Per importi superiori a 1000€ è ammesso il versamento rateale in un massimo di 20 rate trimestrali. Non è ammessa la compensazione, restano dovuti gli importi di spettanza dell’agente della riscossione. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda. L’entità del pagamento è modulata a seconda della fase e dello stato del contenzioso in questione. Regola generale è che va versato l’importo del tributo al netto di interessi e sanzioni; in caso di controversie relative a solo sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. Per individuare il quantum dovuto per la definizione della controversia, si fa riferimento alla situazione processuale esistente al 24 Ottobre 2018.

Nello specifico:

  • in caso di ricorso iscritto nel primo grado la controversia può essere definita con il pagamento del 90% della valore della stessa;
  • in caso di soccombenza dell’Ufficio nella pronuncia di primo grado, la controversia può essere definita con il pagamento del 40% delle imposte richieste;
  • in caso di soccombenza dell’Ufficio nella pronuncia di secondo grado, la definizione avviene a seguito del pagamento del 15% del valore della controversia.
  • le controversie tributarie pendenti in cassazione al 19.12.2018, per le quali l’ufficio è soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, possono essere definite con il pagamento di un importo pari al 5%. 

Dagli importi dovuti si scomputa quanto versato a qualsiasi titolo in pendenza di giudizio. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione delle somme già versate.

IL SALDO E STRALCIO

delle cartelle pregresse costituisce, di fatto, una particolare rottamazione dei ruoli. Le sole persone fisiche, con ISEE familiare inferiore a 20 mila €, possono estinguere i debiti risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2017 (a prescindere dalla data di notifica), soltanto se derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali (redditi, iva, irap, imposte sostitutive) e dalle attività di controllo ex art.36 bis DPR 600/73 e 54-bis DPR 633/72. Sono ammessi, poi, anche i contributi dovuti alla casse previdenza ed alle gestioni INPS (art, comm, separata) con esclusione di quelli derivanti da accertamenti. Non sono ammessi i contributi dei lavoratori dipendenti e quelli riscossi tramite enti diversi dall’agenzia delle Entrate-Riscossione. Deve trattarsi, in ogni caso, di tributi/contributi dichiarati e non versati. Non rientrano glia avvisi bonari.

L’estinzione avviene versando le somme affidate all’agente della riscossione a solo titolo di capitale ed interessi (da ritardata iscrizione), oltre agli aggi e spese per procedure esecutive, in misura pari a:

  • 16% qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti non superiore a 8500€;
  • 20% se è tra 8500 € e 12500 €;
  • 35% se superiore a 12500€;
  • 10% in caso di soggetti sottoposti alla liquidazione di cui all’art14-ter della L.3/2012.

Il 30 Aprile 2019 è il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione di adesione alla sanatoria. Nel modello SA-ST, cui va allegato ISEE, va indicato le modalità di pagamento prescelta (una o fino a 5 rate). La prima o unica rata di pagamento ha scadenza 30 Novembre 2019, mentre l’ultima il 31 Luglio 2021. 

L’Ader comunica entro il 31 Ottobre 2019 l’accoglimento della domanda oppure il rigetto. In questo ultimo caso, qualore i debiti indicati in domanda siano definibili ai sensi dell’articolo 3 del DL 119/2018, gli stessi verrano automaticamente inclusi nella definizione agevolata rottamazione ter.

LE SANATORIE MINORI

Ci sono altre sanatorie “settoriali”, riservate a certe categorie di contribuenti o di tributi.

Una di queste è la cancellazione gratuita e d’ufficio: 12,6 milioni di piccoli debitori hanno visto azzerate le cartelle inferiori a 1000€;

Altra è il condono degli errori formali.