“E-scontrino” o “e-ricevuta”: il nuovo documento commerciale

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24/06/2019
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A partire dal 1° luglio 2019 i soggetti rientranti nell’articolo 22 del D.P.R. 633/72 (commercianti al dettaglio, artigiani che erogano prestazioni in locali aperti al pubblico, ecc.), che hanno conseguito un volume d’affari complessivo, nell’anno 2018, superiore a 400mila euro, sono chiamati ad affrontare il nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. E’ peraltro previsto un esonero, ma solo fino al 1° gennaio 2020, per i soggetti che pur avendo raggiunto la summenzionata soglia di ricavi hanno conseguito nel 2018 corrispettivi in misura inferiore all’1% del volume d’affari complessivo.

Dal 1° gennaio 2020 tutti i soggetti di cui all’articolo 22 del D.P.R. 633/72 saranno tenuti ad ottemperare, con l’esclusione dei soggetti che già ad oggi sono esonerati dall’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale ex D.P.R. n. 696/1996 (es. vendite per corrispondenza).

Partono dunque i cosiddetti corrispettivi telematici, che andranno a sostituire sia lo scontrino fiscale che la ricevuta fiscale, i quali non saranno più utilizzabili.

Dal DL Crescita più tempo per trasmettere

La trasmissione dei corrispettivi, che dovrebbe essere giornaliera, possa essere effettuata entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Inoltre, per i soggetti interessati dal 1° luglio 2019, e sino al 1° gennaio 2020, non si applicheranno comunque sanzioni se la trasmissione sarà effettuata entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Riferimento normativo e soggetti interessati

Tornando sul punto dei corrispettivi telematici, ad essere interessati sono tutti i soggetti che certificano i propri ricavi tramite “corrispettivi”, ovvero coloro che attualmente emettono scontrino fiscale o ricevuta fiscale, essendo chiamati ad emettere fattura solo laddove questa venga espressamente richiesta dal cliente. Salvo successivi interventi normativi ad hoc, l’obbligo riguarda altresì i contribuenti forfettari.

Il documento commerciale

Innanzi tutto, ribadiamo che gli scontrini fiscali e le ricevute fiscali non saranno più utilizzabili nel momento in cui viene ad essere operativo l’obbligo di corrispettivo telematico (quindi, a partire dal 1° luglio 2019 o dal 1° gennaio 2020, a seconda delle situazioni).

Per la corretta memorizzazione dei corrispettivi e la trasmissione telematica giornaliera, si dovranno utilizzare i Registratori Telematici, ovvero dei particolari registratori di cassa che, a differenza dei loro predecessori, sono dotati di una memoria interna inaccessibile ed immodificabile, che garantisce la memorizzazione dei corrispettivi. Ogni “punto cassa” dovrà effettuare giornalmente la trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate, a meno che non si decida di adottare un Server RT: un computer, avente caratteristiche tecniche prestabilite, che colletta le informazioni dei corrispettivi raccolte dai diversi punti cassa, e ne effettua una trasmissione cumulativa. 

Ricordiamo che per l’acquisto di un RT è possibile fruire di un credito di imposta, pari al 50% della spesa sostenuta, ma con un massimo di euro 250 per ciascun RT. Condizione per fruire del credito di imposta è l’essere in possesso di regolare fattura di acquisto, onorata con strumenti di pagamento tracciabili. Il credito di imposta sarà fruibile in compensazione con modello F24. È anche possibile, se tecnicamente fattibile, adattare alle nuove esigenze un registratore fiscale già in uso. Anche in questo caso è previsto un credito di imposta, con le medesime modalità cui sopra, ma il massimale in questo caso è fissato nella misura di 50 euro.

Questo,per quanto riguarda il punto di vista dell’esercente, che quindi andrà a “digitare” l’incasso sul Registratore Telematico, ottenendone così la memorizzazione e la base dati necessaria alla trasmissione dei corrispettivi, trasmissione che peraltro sostituisce l’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi stesso.

Le alternative al Registratore Telematico

In alternativa al RT si potrà utilizzare una “app” (gratuita) che è stata annunciata – ma non ancora rilasciata – dall’Agenzia delle Entrate, che consentirà di memorizzare e trasmettere in tempo reale i corrispettivi ed anche di stampare il “documento commerciale”, ovvero l’equivalente dell’attuale scontrino fiscale, da rilasciare al cliente.

Vi è poi una terza strada, forse quella maggiormente interessante per i ristoranti e, soprattutto, per gli alberghi: nulla vieta di certificare i ricavi tramite emissione di fattura, evitando così la gestione dei corrispettivi. A tal proposito, particolarmente interessante è l’ulteriore novità introdotta con il già citato DM 10 maggio 2019, che ha innalzato la soglia di emissione delle fatture semplificate da 100 a 400 euro (si intende IVA inclusa).

L’emissione di una fattura semplificata, infatti, possiamo affermare che si ponga a metà strada tra la compilazione di una fattura “normale” e di una ricevuta fiscale. Infatti, sono richiesti solo la denominazione del cliente ed il codice fiscale o partita IVA. Il corpo della fattura richiede un minor grado di dettaglio rispetto alla fattura ordinaria, ed il totale può essere indicato IVA inclusa, senza obbligo di separata indicazione di imponibile ed IVA.

Dal punto di vista dell’acquirente, invece, a cambiare sarà il documento che si ottiene a titolo di ricevuta. Non più una ricevuta fiscale, o uno scontrino fiscale, bensì un documento commerciale: il “nuovo scontrino”, o la nuova “ricevuta fiscale”.

Il documento commerciale sarà emesso secondo le modalità di cui al Provvedimento 28 ottobre 2016 n. 182017 ovvero, in altri termini, dal Registratore Telematico, e dovrà essere stampato su carta, in modo tale da consentirne la leggibilità e la conservazione nel tempo.

È anche prevista l’emissione in forma elettronica, su richiesta del cliente. In questo caso, il cliente comunica il proprio indirizzo e-mail e riceve il documento commerciale direttamente via posta elettronica.

Il documento commercialecontiene (almeno):

dati del soggetto emittente (denominazione, ragione sociale, nome e cognome, partita IVA ed ubicazione dell’esercizio);

descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;

ammontare del corrispettivo dovuto e pagato.

Si tratta, in sostanza, di un documento estremamente simile all’attuale scontrino fiscale, e come quest’ultimo, varrà a titolo di garanzia ma non avrà valore ai fini fiscali (per esempio, per far valere detrazioni).

Valore ai fini fiscali del documento commerciale

Affinché il documento commerciale valga anche ai fini fiscali, questo dovrà essere integrato dal codice fiscale o dalla partita IVA del cliente (ovvero, essere l’equivalente di quello che oggi è lo scontrino “parlante”).

Peraltro, è bene ricordare che l’emissione di un documento commerciale integrato di codice fiscale o partita IVA dell’acquirente costituisce anche documento riconosciuto valido per l’emissione di fattura differita, ex articolo 21 comma 4 D.P.R. 633/72.

La risposta ad interpello 198/2019: e-commerce

Sul punto degli esoneri legati alla natura del contribuente, o alla tipologia di corrispettivi da certificare, l’Agenzia delle Entrate è tornata con risposta ad interpello n. 198/2019, pubblicata in data 19 giugno 2019, richiamando quanto statuito con Decreto Ministeriale 10 maggio 2019.

Il Decreto ha delineato una serie di casi di esonero dall’obbligo di e-scontrino, stabilendo che tra tali casi rientrano – indipendentemente dal volume d’affari realizzato dal contribuente – i corrispettivi che si riferiscono a cessioni di beni o prestazioni di servizi per i quali, già attualmente, vige l’esonero dall’emissione di scontrino fiscale o ricevuta fiscale.

In caso di vendita per corrispondenza, i contribuenti – ai sensi dell’articolo 2, lettera oo) del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696 – sono esonerati dall’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale. Parimenti, saranno esonerati dall’e-scontrino.

Il quadro finale sarà pertanto:

Per le vendite effettuate in negozio obbligo di utilizzo del Registratore Telematico (o app), ed invio telematico dei corrispettivi. Tali corrispettivi non dovranno essere annotati sul registro corrispettivi in quanto già oggetto di trasmissione telematica.

Per le vendite effettuate on-line, nessuna emissione di e-scontrino, e dovrà essere mantenuta l’annotazione giornaliera dei corrispettivi sull’apposito registro (articolo 24 D.P.R. 633/72).

Per completezza si ricorda che anche per le vendite on-line vale comunque il principio generale per il quale la fattura deve essere emessa, se espressamente richiesta dal cliente.