2020: alcune delle nuove misure tributarie.

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07/01/2020
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Deducibilità Imu

Per il 2019, la deducibilità del 50% dell’Imu sugli immobili strumentali dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo è pari al 50%.

Cedolare secca per contratti a canone concordato

Stabilizzata al 10% l’aliquota della cedolare secca sui canoni delle locazioni abitative a canone concordato nei comuni ad alta densità abitativa.

Sconto in fattura per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica

Abrogate le disposizioni del “decreto crescita” che hanno introdotto, per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica e per l’installazione di impianti fotovoltaici, il meccanismo dello sconto in fattura in luogo della detrazione spettante. Ora è applicabile soltanto agli interventi di ristrutturazione importante di primo livello, per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari almeno a 200mila euro.

Monitoraggio strutturale degli immobili

Istituito, ai fini delle imposte sui redditi, un credito d’imposta per le spese di acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, con l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza degli immobili. Le modalità attuative in un successivo decreto Mef, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

Bonus ristrutturazioni, ecobonus e bonus mobili

Prorogate di un anno, nella misura vigente nel 2019, le detrazioni per le spese relative a lavori di recupero edilizio, a interventi di efficienza energetica e all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati all’arredo di immobili ristrutturati.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Introdotto, in sostituzione delle discipline dell’iper e del super ammortamento operative nel 2019, un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, compresi quelli immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0. Riguarda tutte le imprese e, con riferimento ad alcuni beni, anche i professionisti; spetta in misura diversa a seconda della tipologia di beni oggetto dell’investimento.

Rivisto il credito d’imposta per R&S

Nuova disciplina per il credito d’imposta R&S: eliminato il confronto con la media del 2012-2014 e introdotta una misura del 12% o 6% in funzione della tipologia di spesa (ricerca e sviluppo o innovazione tecnologica e design).

Credito d’imposta per la competitività delle imprese

Introdotto, per il 2020, un nuovo credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative, quali quelle di design e ideazione estetica svolte dalle imprese dei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari. La disciplina sostituisce l’attuale credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Un decreto Mise, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, definirà le modalità attuative della norma.

Bonus facciate

Introdotta una detrazione del 90% per le spese del 2020 relative a interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici ubicati nella zona A o B Dm 1444/1968 ex (centri storici e parti già urbanizzate, anche se edificate in parte).

Aiuto alla crescita economica (Ace)

Ripristinata, con decorrenza dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, la disciplina Ace, finalizzata a incentivare la patrimonializzazione delle imprese. Il meccanismo consente di dedurre un importo pari al rendimento figurativo, calcolato con l’aliquota dell’1,3%, degli incrementi di capitale effettuati mediante conferimenti in denaro e accantonamenti di utili a riserva. Contestualmente, sono abrogate le misure di riduzione dell’Ires, che erano state introdotte al posto dell’Ace.

Incentivi all’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici

Istituito un fondo con dotazione di 3 miliardi annui per il 2021 e il 2022 per attribuire rimborsi in denaro a chi, non nell’esercizio di attività di impresa o professione, effettua abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici. Le modalità attuative saranno individuate da un decreto Mef entro il 30 aprile 2020.

Credito d’imposta per partecipazione a fiere internazionali

Esteso al 2020 il credito d’imposta, introdotto dal “decreto crescita” per il solo anno 2019, a favore delle piccole e medie imprese italiane che partecipano a manifestazioni fieristiche internazionali di settore. È pari al 30% delle spese sostenute per l’affitto e l’allestimento degli spazi espositivi e di quelle per attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione, fino a un massimo di 60mila euro.

Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

Prorogato al 31 dicembre 2020 il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Detrazione per lo studio e la pratica della musica

Istituita dal 2021 una detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute, fino a un massimo di 1.000 euro e anche nell’interesse di familiari a carico, da contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36mila euro, per l’iscrizione annuale e l’abbonamento di ragazzi tra i 5 e i 18 anni a conservatori di musica, istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica legalmente riconosciute, scuole di musica iscritte nei registri regionali nonché cori, bande, e scuole di musica riconosciuti da una P.A.

Detrazione per spese veterinarie

Innalzato a 500 euro l’importo massimo detraibile delle spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

Auto aziendali

Modificata la tassazione dei veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti, che sarà agganciata ai valori di emissione di anidride carbonica: all’aumentare di questi, aumenterà il reddito figurativo. Il compenso in natura, attualmente, è pari al 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio indicato nelle apposite tabelle dell’Aci. Invece, per i contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020: per i veicoli con CO2 entro i 60 grammi per chilometro, si assumerà il 25% del costo chilometrico ACI; per i veicoli con CO2 superiore a 60 gr per km ma non a 160, si assumerà il 30%; per i veicoli con CO2 superiore a 160 gr per km ma non a 190, si assumerà il 40% (dal 2021, il 50%); per i veicoli con CO2 oltre i 190 gr per km, si assumerà il 50% (dal 2021, il 60%).

Plastic tax

Istituita l’imposta sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego (Macsi) utilizzati per il contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o prodotti alimentari, ad esclusione dei manufatti compostabili, dei dispositivi medici e dei Macsi adibiti a contenere medicinali. È pari a 0,45 euro per chilogrammo di materia plastica. Si applicherà dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli che, entro maggio, dovrà definire le modalità attuative della norma. Alle imprese produttrici di Macsi spetterà un credito d’imposta nella misura del 10% delle spese sostenute nel 2020 per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili.

Sugar tax

Istituita l’imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate nella misura di 10 euro per ettolitro, nel caso di prodotti finiti, e di 0,25 euro per chilogrammo, nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione. Si applicherà dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione del decreto Mef che, entro agosto, dovrà definire le modalità attuative della norma.

Buoni pasto

Cambia il regime fiscale dei buoni pasto: se erogati in formato elettronico, la quota non tassata è elevata da 7 a 8 euro; se erogati in formato diverso, la quota che non concorre al reddito di lavoro è ridotta da 5,29 a 4 euro. Mantenuto il limite giornaliero a 5,29 euro per le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto a favore dei lavoratori addetti a strutture lavorative temporanee oppure ubicate in zone prive di servizi di ristorazione.

Tracciabilità delle detrazioni

Per poter fruire delle detrazioni Irpef del 19% per oneri fiscalmente rilevanti, diventa obbligatorio utilizzare sistemi di pagamento tracciabili. Il vincolo non opera per i medicinali e i dispositivi medici, nonché per le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Regime forfetario

Previsti: come condizione di accesso, un limite di 20mila euro di spese sostenute per il personale; l’esclusione per i redditi di lavoro dipendente superiori a 30mila euro; la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’accertamento, per i contribuenti forfetari che, benché non obbligati, hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche. Abrogata, infine, la norma che prevedeva, dal 2020, l’imposta sostitutiva al 20% per le partite Iva con ricavi o compensi tra 65.001 e 100.000 euro.

Rivalutazione terreni e partecipazioni

Rivalutabili, entro il prossimo 30 giugno, terreni e partecipazioni posseduti alla data del 1° gennaio 2020. Prevista un’unica aliquota per il calcolo dell’imposta sostitutiva: 11%.

Plusvalenze immobiliari

Incrementata dal 20 al 26% l’imposta sostitutiva applicabile alle plusvalenze realizzate in caso di cessione di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni.

Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni

Le imprese che non adottano i principi contabili internazionali possono rivalutare i beni e le partecipazioni, esclusi gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2018. È previsto il pagamento di un’imposta sostitutiva con aliquota del 12% per i beni ammortizzabili e del 10% per i beni non ammortizzabili; per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione, è dovuta un’imposta sostitutiva del 10%. Il versamento potrà essere frazionato fino a tre rate annuali di pari importo, se l’ammontare complessivamente dovuto non supera 3 milioni di euro, ovvero, in caso contrario, fino a sei rate.

Unificazione Imu Tasi

Dal 2020, scompare il tributo per i servizi indivisibili e viene prevista una sola forma di prelievo patrimoniale immobiliare, la cui disciplina, fondamentalmente, ricalca quella preesistente per l’Imu. L’aliquota di base è fissata allo 0,86%, con possibilità per i Comuni di aumentarla fino all’1,06% o diminuirla fino all’azzeramento. Il termine per la presentazione della dichiarazione torna al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute variazioni rilevanti per la determinazione dell’imposta.

Collabenti recuperabili tassati come area fabbricabile

Con la nuova Imu i fabbricati collabenti accatastati in categoria F/2, dovranno essere necessariamente assoggettati ad IMU come area fabbricabile, se lo strumento urbanistico ne prevede il recupero.

Bonus bebè a tutti i nati nel 2020

Bonus esteso a tutti i nuovi nati (o adottati) da gennaio 2020, senza soglie di reddito. Verrà erogato per 12 mensilità, con importo variabile da 80 a 160 euro in base all’Isee del nucleo familiare.

Tetto a 2mila euro per i contanti

Entrerà in vigore con gradualità la stretta sull’utilizzo del contante nei pagamenti. Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, il divieto di utilizzo del contante viene fissato a 2.000 euro, mentre dal 1° gennaio 2022 scenderà a 1.000 euro.

Rc auto «formato famiglia»

Ogni veicolo del nucleo familiare può ottenere la stessa classe di bonus malus maturata dal mezzo intestato al guidatore più “virtuoso” in famiglia. Anche se è di categoria diversa ed è già presente nel nucleo. A condizione che non vi siano stati incidenti con responsabilità esclusiva, o principale, o paritaria negli ultimi cinque anni.

Reverse charge su manodopera

Introdotto, previa autorizzazione del Consiglio Ue, il reverse charge per le prestazioni effettuate mediante contratti di appalto, subappalto e simili svolte, con il prevalente utilizzo di manodopera, nella sede del committente e con mezzi da questo messi a disposizione.

Nuovi termini per l’esterometro

I termini di trasmissione dei dati delle operazioni effettuate verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato diventano trimestrali.

E-fattura su prestazioni sanitarie

Esteso al 2020 l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti che inviano i dati al Sistema tessera sanitaria e per i soggetti che emettono fatture relative a prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

Bonus su pagamenti elettronici

Introdotto un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con carte di pagamento a decorrere dal 1° luglio 2020.

Ristretto il campo delle compensazioni

La compensazione dei crediti ex articolo 17 del Dlgs 241/1997 per importi superiori a 5.000 euro annui, in relazione alle imposte dirette, è ammessa a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito.

Il provvedimento, modificando, con l’articolo 3, l’articolo 17 D.Lgs. 241/1997, allinea le modalità di utilizzo dei crediti Irpef, Ires e Irap, maturati dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, a quelle già in vigore per i crediti Iva.

Pertanto, con decorrenza dai crediti maturati dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, è previsto che la compensazione orizzontale nel modello F24 dei crediti Irpef, Ires e Irap, nonché relative addizionali e imposte sostitutive per importi superiori a 5.000 euro annui può essere effettuata esclusivamente:

utilizzando i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle entrate;

dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale da cui scaturisce l’eccedenza d’imposta.

A ciò si aggiunge l’estensione alle persone fisiche non titolari di partita Iva dell’obbligo di utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate per le compensazioni, anche parziali.

Prova cessioni intracomunitarie

Le regole europee introducono una presunzione relativa sulla prova del trasferimento di beni in un altro Stato membro al ricorrere di precise condizioni individuate in base al soggetto (cedente o cessionario) che effettua il trasporto. 

A partire dal 1° gennaio 2020, sono considerate non imponibili le cessioni di beni spediti o trasportati fuori dal proprio territorio e destinati a essere introdotti in altro Stato membro da parte del venditore o dell’acquirente (o da terzi per loro conto), a patto che ci siano i tre seguenti requisiti:

1. i beni devono essere ceduti a un altro soggetto passivo (o ad un soggetto ad esso assimilato) che agisce in quanto tale in uno Stato membro diverso da quello in cui la spedizione o il trasporto ha avuto inizio;

2. il destinatario deve essere un operatore economico (o un soggetto ad esso assimilato) e deve essere identificato ai fini Iva in uno Stato membro diverso da quello in cui la spedizione o il trasporto dei beni ha avuto inizio. Non solo, l’acquirente deve comunicare preventivamente al cedente il proprio codice identificativo;

3. il terzo requisito vincola il regime della non imponibilità al corretto invio dei dati mediante gli elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitari (modelli Intra).

La non imponibilità della cessione intra-Ue è ammessa solo se il codice identificativo del cessionario esiste ed è valido. Pertanto, sul piano operativo, il cedente dovrà provvedere a ottenere dal cessionario il codice identificativo e dovrà verificare, per ogni transazione, se lo stesso esiste nel sistema Vies.

Secondo la tesi dell’Assonime sembrerebbe che le nuove disposizioni non sostituiscano gli orientamenti forniti in materia dall’amministrazione finanziaria che si sono consolidati nel tempo, ma «il trasferimento fisico dei beni nel territorio di uno Stato membro diverso da quello di partenza può essere dimostrato tramite un complesso di documenti relativi all’operazione tra loro coerenti, dai quali è possibile desumere l’avvenuto trasferimento dei beni».

Incentivi assunzioni under 35

L’agevolazione contributiva della legge 205/2017 destinata all’assunzione degli under 35 viene confermata anche per il 2019 e 2020 (per poi limitarsi agli under 30 dal 2021). Si sana così la discrasia rispetto a un bonus analogo previsto dal Dl 87/2018 e mai attuato.

Dichiarazioni d’intento

Dal 1° gennaio 2020, è eliminato l’obbligo ex art. 1 comma 1, lett. c) del D.L. n. 746 del 1983 di consegnare al proprio fornitore la dichiarazione d’intento e la ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate. 

Si tenga presente che rimane comunque ferma la necessità, per l’esportatore abituale, di rendere noto al proprio fornitore/prestatore la volontà di effettuare acquisti senza applicazione dell’Iva, comunicando gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento contenuti nella ricevuta telematica dall’Agenzia delle Entrate che dovranno obbligatoriamente essere indicati nel corpo della fattura. 

Una ulteriore e significativa semplificazione concerne l’abolizione dell’obbligo, sia per gli esportatori abituali che per i rispettivi fornitori, di numerare progressivamente le dichiarazioni d’intento nonché di annotarle in appositi registri e conservarle ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. 633/72.

Inoltre, viene abolito l’obbligo per i fornitori degli esportatori abituali, di esporre i dati delle dichiarazioni d’intento ricevute nella dichiarazione iva.

A partire dal 2020, i fornitori dovranno indicare sulla fattura emessa nei confronti dell’esportatore abituale gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento e non genericamente quella della stessa.

Viene previsto che in capo al cedente/prestatore che effettua cessioni o prestazioni senza aver prima riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, si applica una sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell’imposta.

Rispetto all’attuale impianto sanzionatorio (da 250 a 2.000 Euro di sanzione per lo stesso comportamento sopra citato) il nuovo impianto risulta essere proporzionale e non più fisso.

Ritenute Irpef per maxi-appalti

Nell’ambito di contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, di importo complessivo annuo superiore ad Euro 200 mila, caratterizzati da:

prevalente utilizzo di manodopera

presso le sedi di attività del committente

con utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o allo stesso riconducibili.

l’impresa appaltatrice/affidataria o le imprese subappaltatrici dovranno effettuare i versamenti delle ritenute con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione.

Al committente viene attribuito il nuovo ruolo di “verificatore delegato”. Entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, questi dovrà ricevere dalle imprese appaltatrici/affidatarie e subappaltatrici copia delle deleghe di versamento delle ritenute operate nel mese precedente, unitamente ad una distinta nominativa di tutti i lavoratori che hanno prestato l’attività in seno ai singoli contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati riconducibili al committente medesimo. 

Tutto quanto sopra non trova applicazione se l’impresa appaltatrice-affidataria e/o le subappaltatrici comunicheranno al committente, allegando opportuna certificazione messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, di possedere i seguenti requisiti:

1. essere in attività da almeno tre anni;

2. essere in regola con gli adempimenti dichiarativi riferiti al medesimo periodo di attività;

3. aver registrato nel proprio conto fiscale versamenti almeno pari al 10% dell’ammontare dei ricavi/compensi

risultanti dai dichiarativi medesimi;

non avere debiti scaduti ed esigibili per iscrizioni a ruolo, accertamenti esecutivi, avvisi di addebito affidati all’agente della riscossione di importo superiore ad Euro 50.000,00 aventi per oggetto imposte sui redditi, irap, ritenute e contributi previdenziali.